Locandina del docufilm Guadalupe Madre dell'Umanità, Cinema Moderno Vibo Valentia, 20 novembre 2026 alle 16:30 e 19:00

Guadalupe, Madre dell’Umanità: un film che mi ha emozionato e che desidero condividere con voi

Ci sono esperienze che lasciano un segno particolare nel cuore e che sentiamo il bisogno di condividere. È quello che mi è accaduto guardando in anteprima, nella sua versione integrale, il docufilm “Guadalupe – Madre dell’Umanità”, realizzato da Goya Producciones e diretto da Andrés Garrigó e Pablo Moreno.

Devo confessarvi che mi sono profondamente emozionato. Da anni vivo un rapporto intenso con la spiritualità guadalupana: ho avuto la grazia di recarmi più volte in Messico, di sostare davanti alla sacra tilma nella Basilica di Guadalupe e di accompagnare tante persone alla scoperta di questa esperienza di fede. Pensavo di conoscere già molto di questa storia. Eppure, mentre guardavo il film, ho compreso che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire quando ci lasciamo raggiungere dalla tenerezza di Maria.

Questo non è semplicemente un film sulle apparizioni della Madonna di Guadalupe. È un intreccio di vite, storie, sofferenze e speranze. È il racconto di una Madre che, dal dicembre del 1531, continua a entrare nella vita dei suoi figli, soprattutto quando quella vita sembra aver smarrito la propria direzione.

Non soltanto le apparizioni, ma la vita di tante persone

Il film ripercorre le cinque apparizioni della Vergine a Juan Diego sulla collina del Tepeyac, ma non si limita alla ricostruzione storica. Le testimonianze si alternano alle scene, le riflessioni agli approfondimenti e ci ritroviamo coinvolti in vicende umane che potrebbero appartenere anche a ciascuno di noi.

Ho ascoltato racconti di persone che hanno attraversato momenti tragici, conosciuto il dolore, la malattia, la paura. Persone che raccontano di aver ricevuto una grazia, di aver ritrovato la forza di andare avanti, di essersi sentite raggiunte da una presenza materna proprio quando tutto sembrava perduto. Sono queste testimonianze ad avermi commosso maggiormente. Dietro ciascuna ho riconosciuto il bisogno che incontro frequentemente anche nel ministero sacerdotale: sentirsi amati, ascoltati, compresi e soprattutto sapere di non essere soli.

Una Madre che non conosce confini

Ho apprezzato il respiro universale di questo docufilm. Siamo abituati ad associare Guadalupe al Messico, che custodisce la tilma e una storia spirituale straordinaria. Ma la Madonna di Guadalupe non è soltanto la Madre del popolo messicano: è la Madre di tutti. Il film racconta anche come questa devozione abbia accompagnato chi ha lasciato la propria terra, attraversando frontiere e oceani, portando con sé la certezza di non essere abbandonato dalla Madre del Cielo.

Maria non chiede un passaporto, non distingue le nazionalità, non misura il valore delle persone in base alla condizione sociale. Accoglie tutti. È un messaggio attualissimo in un mondo che troppo spesso costruisce muri e dimentica la dignità di chi ci sta accanto.

Il Manto della Vergine: una missione che sento mia

Una delle parti che ho seguito con maggiore partecipazione è quella dedicata all’Apostolato del Manto della Vergine di Guadalupe. Come coordinatore nazionale dell’Apostolato del Rosario e del Manto, ho riconosciuto in quelle immagini il significato profondo di un’esperienza che accompagna il mio ministero. Il film racconta anche la diffusione di questa missione in Europa, dalla Spagna alla Germania, attraverso la preghiera, l’evangelizzazione e la consolazione.

Per me il Manto rappresenta soprattutto un abbraccio. Non un gesto magico, ma un segno attraverso il quale desideriamo aiutare le persone a percepire la vicinanza materna della Vergine e a riscoprire l’amore di Cristo. Quante volte ho visto persone avvicinarsi con gli occhi pieni di lacrime, madri preoccupate per i figli, ammalati, famiglie ferite. Prima ancora di una risposta, avevano bisogno di un abbraccio.

È questo il senso della nostra missione: far sentire a ogni persona che è amata, che la sua vita è preziosa e che nessuna sofferenza la rende estranea al cuore di Maria.

La vita è preziosa, sempre

Mi ha fatto riflettere anche il legame che il docufilm presenta tra la devozione guadalupana e la difesa della vita. La Vergine, rappresentata con il Figlio di Dio nel grembo, è divenuta un riferimento spirituale per numerosi movimenti a favore della vita. Io credo che questo messaggio debba abbracciare ogni persona, dal concepimento fino al naturale compimento della vita.

Penso alle madri in difficoltà, alle persone con disabilità, agli ammalati, agli anziani soli, a chi rischia di sentirsi un peso. Non possiamo parlare dell’amore di Maria senza imparare a prenderci cura della vita degli altri. Non possiamo invocare la sua protezione e rimanere indifferenti davanti alla sofferenza di chi ci vive accanto.

Giovanni Paolo II: un amore più forte della sofferenza

Mi ha emozionato il riferimento a san Giovanni Paolo II e alla canonizzazione di Juan Diego, avvenuta nel 2002. Il Papa era profondamente segnato dalla malattia, eppure volle tornare in Messico. Guardando quelle immagini ho pensato a quanto possa essere forte l’amore quando riesce ad andare oltre la fragilità del corpo.

Giovanni Paolo II riconosceva nell’evento guadalupano un modello di evangelizzazione inculturata: Maria si fa vicina a Juan Diego, parla alla sua sensibilità e alla sua cultura. È una lezione per noi sacerdoti e per tutta la Chiesa: non possiamo annunciare il Vangelo senza ascoltare le persone, comprenderne la storia e farci prossimi.

Perché ho voluto portare questo film a Vibo Valentia

Terminata l’anteprima, ho sentito immediatamente il desiderio di condividere questa esperienza. Da qui è nata la mia iniziativa di contattare la signora Carmen Gambardella del Cinema Moderno di Vibo Valentia, proponendo una proiezione del docufilm. Sono contento che la proposta abbia trovato accoglienza e che possiamo annunciare due proiezioni venerdì 20 novembre 2026, alle 16:30 e alle 19:00.

Per me non si tratta soltanto di promuovere un film. Desidero offrire un’occasione di incontro, riflessione ed evangelizzazione. Credo nel cinema quando sa raccontare la vita, risvegliare emozioni e aprire il cuore alla ricerca di qualcosa di più grande.

Il mio invito ai confratelli e alle comunità

Cari confratelli sacerdoti, cari parroci, mi piacerebbe davvero che accompagnaste le vostre comunità a vedere questo film. Credo possa essere una bella occasione pastorale per i fedeli, i catechisti, gli operatori pastorali, i giovani e le famiglie. Vorrei che raggiungesse anche chi normalmente non partecipa alle nostre iniziative ecclesiali.

Mi rivolgo ai movimenti laicali, alle associazioni, ai gruppi di preghiera, alle confraternite, alle realtà del volontariato e a tutti i devoti della Vergine di Guadalupe. Organizzatevi, coinvolgete i vostri membri, invitate amici e conoscenti. Un invito particolarmente sentito va ai membri dell’Apostolato del Rosario e del Manto: mi piacerebbe ritrovarvi numerosi, perché il film racconta anche qualcosa della missione che condividiamo.

Viviamo l’Anno Giubilare Guadalupano 2026–2027, nel cinquantesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di Guadalupe. La sua struttura richiama simbolicamente il Manto della Vergine disteso sui figli. Vorrei che anche il nostro incontro al cinema fosse un piccolo segno di questa grande famiglia.

Quello che vorrei rimanesse nel cuore

Non so quale sarà la vostra emozione guardando questo film. Posso raccontarvi la mia: ho provato commozione, gratitudine, tenerezza. Ho ripensato alle persone incontrate, alle preghiere ascoltate, alle sofferenze affidate al Manto. E ho sentito rinnovarsi una convinzione: abbiamo bisogno di riscoprire la maternità di Maria come una presenza che ci educa ad amare e a non perdere la speranza.

Non vorrei che uscissimo dalla sala soltanto dicendo di aver visto un bel film. Vorrei che ciascuno portasse a casa una consolazione, il desiderio di pregare, la forza di affrontare una difficoltà, la certezza di non essere solo. Mi tornano alla mente le parole rivolte a Juan Diego: «Non sono forse qui io, che sono tua Madre?»

Venite, portate le vostre famiglie, invitate gli amici, organizzate i vostri gruppi parrocchiali. Facciamo di questo appuntamento un momento di fraternità e speranza. Sono certo che questo film saprà parlare al vostro cuore, così come ha parlato al mio. Vi aspetto con gioia.

Don Danilo D’Alessandro
Coordinatore nazionale dell’Apostolato del Rosario e del Manto della Beata Vergine Maria di Guadalupe
Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea

Guarda il trailer ufficiale

Informazioni per partecipare

GUADALUPE – MADRE DELL’UMANITÀ
Venerdì 20 novembre 2026
Ore 16:30 e ore 19:00
Cinema Moderno, Via Enrico Gagliardi 100/102, Vibo Valentia (VV)
Biglietti e informazioni: cinemamodernovv@libero.it
Sito ufficiale: www.guadalupeilfilm.it


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