«Cari fratelli e sorelle, questo tempo di Quaresima trovi la Chiesa intera disposta e sollecita nel testimoniare a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale il messaggio evangelico, che si riassume nell’annuncio del Padre misericordioso, pronto ad abbracciare in Cristo ogni persona. Potremo farlo nella misura in cui saremo conformati a Cristo, che si è fatto povero e ci ha arricchito con la sua povertà»
(Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2014)
Cari amici,
come ogni anno giunge il grande tempo di Quaresima, tempo di grazia e di salvezza, tempo “buono” per verificare il proprio cammino di fede attraverso la preghiera, il digiuno, la condivisione dei beni. In questi 40 giorni è il cuore l’oggetto della nostra attenzione. Un cuore da convertire, un cuore da far ritornare là dove è la fonte della vita.
Andiamo alla fonte della vita che è Cristo Signore, perché il nostro cuore diventi come il suo cuore, un cuore traboccante d’amore, un cuore che per non chiudersi si è fatto trafiggere sulla croce.
Andiamo alla fonte che è Cristo per imparare ad amare, pensare e agire come Lui.
Andiamo a quella fonte inesauribile che è la Parola di Dio, una parola che in questo tempo ci è chiesto di frequentare più assiduamente, perché diventi la luce e la guida sul nostro cammino.
Andiamo alla fonte per rivedere che cosa guida e ispira la nostra vita, il nostro concreto agire quotidiano.
Andiamo alla fonte per rivedere il nostro rapporto con Dio e per rinnovarlo.
Andiamo alla fonte per rivedere che cosa ispira e guida il nostro rapporto con gli altri, con le cose, con il mondo, con la politica, con le istituzioni, con la società, con il creato, con la pace.
Ma per andare alla fonte dobbiamo pregare di più: per attingere dall’intimità con il Signore quei tesori di amore e di grazia che arricchiscono la nostra vita.
E il messaggio della Regina della pace, del 25 febbraio scorso, ci prepara a vivere questo tempo di grazia, mettendo al centro la preghiera.
L’invito è il più forte possibile: «Voi siate preghiera».
Noi siamo preghiera quando siamo totalmente rivolti a Dio con la mente, con il cuore, con le opere, con tutta la nostra persona.
Allora Dio abita in noi, ci avvolge con la Sua luce, ci riscalda col Suo amore, ci comunica la Sua vita.
Quando preghiamo in modo da essere preghiera, irradiamo Dio e testimoniamo la Sua presenza.
Quando siamo lontani dalla preghiera, siamo lontani da Dio.
Quando in un cuore non ci sono la preghiera e la pace, non c’è Dio.
Tutti lo possiamo vedere e toccare con mano.
«Vedete, ascoltate e sentite che nei cuori di molti uomini non c’è Dio. Non lo vogliono perché sono lontani dalla preghiera e non hanno la pace».
Nella preghiera incontriamo Dio, facciamo l’esperienza del Suo amore, coltiviamo la Sua amicizia.
Chi è lontano da Dio incominci a pregare con umiltà di cuore e Lo troverà.
La Madonna scuote dal torpore quelli che fin dall’inizio hanno risposto alla chiamata. Non devono fare come le vergini stolte che si sono addormentate e sono rimaste senza olio nelle lampade.
«Voi figlioli, pregate, vivete i comandamenti di Dio, testimoniate Dio e la mia presenza».
Maria ci vuole svegli e fervorosi. La sua presenza è un’immensa grazia: «Non dimenticate figlioli che sono con voi e vi amo».
La Madonna non vuole che ci accada come agli apostoli nel Getsemani. Nell’ora dell’attacco dell’impero delle tenebre si sono fatti trovare addormentati e poi sono fuggiti.
Le occasioni e gli strumenti per “andare alla fonte” non ci mancano.
Affidiamo il nostro cammino alla Vergine Maria che ancora una volta ci invita a “fare ciò che Egli ci dirà”.


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