Lodate il Signore popoli tutti voi tutte nazioni dategli gloria perché forte è il suo amore per noi è la fedeltà del Signore dura in…

Lodate il Signore popoli tutti voi tutte nazioni dategli gloria perché forte è il suo amore per noi è la fedeltà del Signore dura in eterno. Salmo 117.
È una proclamazione dell'amore di Dio che tuttavia, per chi penetra il Salmo in profondità, e cerca di viverlo e farlo echeggiare così come lo sentiva un ebreo, ha una risonanza straordinaria. Vi sono infatti due parole, che nella nostra traduzione sono precisamente «amore» e «fedeltà», e che in ebraico sono hesed ed emet, da san Girolamo tradotte piuttosto impropriamente con veritas e misericordia. Esse a noi non dicono quanto facevano balenare all'ebreo: infatti, esse erano le due virtù ti-piche dell'alleanza, cioè le due caratteristiche fondamen-tali che legavano in un nodo d'oro Israele al suo Dio. Pronunziare queste parole significava, dunque, dire, che Israele non era solo, che aveva la gioia di sentire cor-rere tra lui e Dio un reticolo sottile di relazioni inespri-mibili e ineffabili. Attraverso esse il Signore non l'avrebbe mai lasciato piombare nel nulla. Ripetendo quest'anti-fona dunque Israele riaffermava tutta l'intensità del suo legame con Dio, un legame che tante volte aveva cercato di infrangere e di spezzare col peccato, ma che continuava a permanere, perché l'amore di Dio dura in eterno e non viene distrutto dall'infedeltà dell'uomo.e la fedeltà del Signore dura in eterno. È una proclamazione dell'amore di. Dio che tuttavia, per chi penetra il Salmo in profondità, e cerca di viver-lo e farlo echeggiare così come lo sentiva un ebreo, ha una risonanza straordinaria. Vi sono infatti due parole, che nella nostra traduzione sono precisamente «amore» e «fedeltà», e che in ebraico sono hesed ed ernet, da san Girolamo tradotte piuttosto impropriamente con veri-tas e misericordia. Esse a noi non dicono quanto faceva-no balenare all'ebreo: infatti, esse erano le due virtù ti-piche dell'alleanza, cioè le due caratteristiche fondamen-tali che legavano in un nodo d'oro Israele al suo Dio. Pronunziare queste parole significava, dunque, dire, che Israele non era solo, che aveva la gioia di sentire cor-rere tra lui e Dio un reticolo sottile di relazioni inespri-mibili e ineffabili. Attraverso esse il Signore non l'avrebbe mai lasciato piombare nel nulla. Ripetendo quest'anti-fona dunque Israele riaffermava tutta l'intensità del suo legame con Dio, un legame che tante volte aveva cerca-to di infrangere e di spezzare col peccato, ma che conti-nuava a permanere, perché l'amore di Dio dura in eter-no e non viene distrutto dall'infedeltà dell'uomo.


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