A proposito di riorganizzazione della Diocesi di Mileto Nicotera Tropea per tutti campanili…..
Pur con questo programma ben delineato,
non possiamo illuderci di cambiare lasciando le cose
e le strutture pastorali come stanno.Finché pensiamo la parrocchia nel modo tradizionale e non veramente “in uscita”,sarà difficile coniugare esigenze e peculiarità della nuova evangelizzazione. Da tempo si rincorre in diocesi una revisione territoriale ed una ristrutturazione più razionale e logica delle parrocchie, soprattutto quelle infinitesimali, ma i tentativi
sono rimasti solo tali. Per prima cosa occorre renderci conto della situazione. Per una popolazione di scarsi 150 mila abitanti
abbiamo 133 parrocchie: la più numerosa della Calabria, ove si consideri che Cosenza-Bisignano ne ha 128 per 358 mila abitanti; Reggio Calabria-Bova 121 per 280 mila abitanti; Catanzaro-Squillace 123 per 253 mila abitanti. La sproporzione è enorme e
questo non può che rendere più difficile un lavoro pastorale organico che si proietta verso il futuro. C’è da aggiungere inoltre che delle nostre 133 parrocchie ben 84 sono al di sotto di 1000 abitanti e 52 hanno meno di 500 abitanti. Entrando più nel merito:
9 parrocchie hanno meno di 100 abitanti; 7 fino a 200 abitanti; 18 fino a 300 abitanti; 18 fino a 500 abitanti; 32 fino a 1000 abitanti.
Non c’è dispersione di risorse umane? Che vivacità pastorale “profetica” si può svolgere in una situazione come questa? Che tipo di pastorale organica si può impostare? Mi chiedo, allora, se non sia arrivato il momento di affrontare veramente e coraggiosamente il problema studiando soluzioni meno campanilistiche e pastoralmente più proficue, senza ovviamente mortificare il servizio ecclesiale alle piccole comunità esistenti.

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