Caro Papa Francesco,
Da sacerdote volevo chiederti un grande favore: Ho una sorella che si chiama Michela, divenuta disabile psichica dopo una febbre convulsiva che le ha procurato una grave lesione cerebrale. La sua vita ha preso una piega diversa e la nostra famiglia pure. In cuor mio non smetterò di ringraziare Dio per il dono che ci ha voluto fare e ancora di più per averci fatto conoscere un santo colossale, don Carlo Gnocchi, che ha dato vita ad una delle più grandi opere in favore dei disabili nella città di Milano. Voglio ringraziare le suore che mi operano con instancabile amore e che hanno accompagnato alla comunione mia sorella. Non ne hanno fatto un problema di comprensione. Non le hanno fatto fare l'esame per accedere ai sacramenti. Hanno ritenuto che la carenza di coscienza o di consapevolezza non è un motivo sufficiente per negare la grazia di un Sacramento ad una ragazza disabile. Queste suore hanno capito più di tanti miei professori che mi hanno insegnato tante cose sulla Eucarestia ma poco L' hanno amata!!! Caro papa ti chiedo di dire a noi preti che di Dio si fa esperienza e che la sola conoscenza non porta alla salvezza. A tutti quei confratelli che hanno fatto di Cristo una questione di regole e di canoni di non scordarsi che la legge è per l'uomo è non viceversa.
E se fossi tu disabile? Vorresti essere privato della grazia di Cristo ??
Caro Papa Francesco
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