Miti e umili di cuore sulle orme di Cristo.
Carissimi amici ho fatto una riflessione a partire da un fatto personale. Molto spesso mi sono sentito attribuire ruoli, pensieri, convinzioni, che erano solo frutto di riflessioni altrui nei miei confronti.
Questo segna un insuccesso nelle relazioni, soprattutto per l'incapacità o per la scarsa capacità di comprensione. Lo stesso è capitato a Gesù così come ci racconta il Vangelo di questa domenica. Gesù collezione una serie di insuccessi contestato dall'istituzione religiosa, rifiutato dalle città intorno al lago di Tiberiade , da una generazione che non esita a definire di bambini. Ma avviene un capovolgimento. Nella Relazione con il padre comprende E gli si aprono gli occhi. Da lui si erano allontanati i grandi, i sapienti, gli scribi, I sacerdoti, ed ecco che il loro posto lo occupano i poveri, i malati, i piccoli, le vedove, i preferiti da Dio. Queste sono le colonne nascoste del mondo, Gesù vede e capisce la logica di Dio, la sua tenerezza comincia dai bastonati della vita. Non è difficile da capire: Dio sta al fianco dei piccoli, porta quel pane d'amore di cui ha bisogno ogni cuore umano. Di un segno d'affetto estremo ha bisogno l'animo umano. Questa è la vera lingua della Pentecoste comprensibile da ogni uomo dal cuore puro. È bello Gesù che si stupisce di Dio, di suo padre, è bellissima questa meraviglia che lo invade mentre le sue parole passano dal lamento alla danza. Ma Gesù fa un passo avanti: non offre una morale migliore, non un nuovo pensiero, una nuova ideologia, ma il ristoro e il conforto del vivere: venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Gesù ci dice imparate da me: andare alla sua scuola e andare alla scuola della vita. Imparare dal cuore, dal suo modo di amare, delicato e indomito. Il maestro è il cuore. Se ascolti per un minuto il cuore, scrive il mistico Rumi, farai lezione ai sapienti e agli intelligenti.
Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero: dolce musica, buona notizia. La legge significata nel gioco ora invece è legge di amore. Prendete su di voi l'amore, che è un re leggero, e non colpisce mai ciò che al cuore dell'uomo, non vieta mai ciò che all'uomo dà gioia e vita, ma è instancabile nel generare, curare, rimettere in cammino. Cos'è l'amore? E ossigeno. Se la vita si è fermata, la patente, la impregna di sè E le ridona respiro. Buona domenica a voi tutti, don Danilo

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