Le dimensioni dell'attesa
Questo tempo liturgico ha come oggetto tutto il grande mistero dell'avvento del Signore; esso va dalla prima venuta a Betlemme, che ha risposto all'attesa del popolo antico, fino alla venuta del Re della gloria che colmerà l'attesa della Chiesa. Tra l'uno el'altro termine si situa il continuo avvento del Signore nel mistero dei sacramenti e della vita cristiana. E' un mistero sempre in atto, che copre tutto l'arco della storia, e che nella preghiera del Signore esprimiamo con l'invocazione: "Venga il tuo Regno". La sua
celebrazione apre prospettive immense: chiama in causa tutta l'opera della Redenzione, tutte le generazioni che si succedono nel tempo, tutta la vita della Chiesa, dagli esordi alla sua onsumazione.
Si è perciò colpiti di primo acchito dalla sua complessità.
– Quel Cristo di cui celebriamo l'avvento fu atteso nel lungo arco di tempo che copre tutta l'economia preparatoria. E' stato l'oggetto di tutti i desideri, le promesse, le aspirazioni dell'Antico Testamento.
– Venne nella pienezza dei tempi e nel centro della storia a Betlemme, ove il Verbo si fece carne e pose in mezzo a noi la sua tenda.
– Viene ("ho erchómenos", lo chiama l'Apocalisse) misticamente nella Chiesa e nelle anime.
– Verrà ("regem venturum" lo proclamiamo) nella gloria alla fine dei tempi.
Come abbracciare in una sola celebrazione fasi così diverse? In realtà l'attesa è unica perché i suoi molteplici aspetti sono coordinati insieme: l'avvento di Cristo nella carne è in funzione del suo avvento mistico nella Chiesa e nelle anime; e questo a sua volta tende verso la sua consumazione, postula il ritorno glorioso del Signore. La Parusia è il termine ultimo che polarizza tutto il processo della salvezza.


Lascia un commento