Carissimi amici,
volevo ringraziarvi per la vostra generosità.
A breve trasferiremo la prima tranche di fondi al Caritas Baby Hospital di Betlemme.
Qualche giorno fa abbiamo ricevuto l'ennesima terribile notizia: anche la parrocchia ortodossa di San Porfiro a Gaza, dove erano rifugiate 411 persone, è stata colpita dai bombardamenti.
Nell'edificio colpito c'erano 80 persone al momento dell'impatto, di queste almeno 11 hanno perso la vita.
San Porfiro è una delle uniche due chiese cristiane di Gaza, l'altra è la chiesa dei latini dedicata alla Sacra Famiglia, con cui collaboriamo. Anche qui sono rifugiate circa 500 persone, a cui si aggiungono ora gli sfollati della chiesa colpita. Ma la paura è grande perché, come ci dicono: "nessun luogo a Gaza è sicuro".
Anche da Betlemme ci arrivano aggiornamenti preoccupanti, come ci raccontava il responsabile dei progetti sociali, nell'ultima diretta: "le città sono blindate, c'è molta incertezza sul futuro e nel giro di 48 ore sono spariti i pellegrini e turisti e non c’è più lavoro. Ci aspettiamo un tragico peggioramento della crisi già in corso".
La stessa situazione si vive a Gerico dove la mancanza dei Pellegrini ha messo in ginocchio diverse e molteplici attività.
In queste terribili circostanze, mentre tutto sembra bloccato, noi continuiamo le nostre attività e abbiamo iniziato ad incrementare gli aiuti dove possibile. Le esigenze sono sempre più grandi, per questo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere i più fragili colpiti dalla guerra.
Se anche tu desideri contribuire , clicca qui sotto e condividi la nostra campagna di raccolta fondi.

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