Ho la fortuna di vivere nello stesso presbiterio dell’autore di questo libro, che conosco personalmente e per il quale nutro affetto e ammir

Ho la fortuna di vivere nello stesso presbiterio dell'autore di questo libro, che conosco personalmente e per il quale nutro affetto e ammirazione. Mi ha voluto fare dono di questo suo lavoro e gli ho chiesto una dedica, che volentieri mi ha scritto sulla terza di copertina. Appena arrivato a casa, ho messo il libro sulla scrivania del mio studio con la speranza di avere presto il tempo per poterlo leggere. Non sono passati neppure due giorni dall'aver ricevuto questo dono che subito ne ho iniziato la lettura, pensando di avere don Pasquale nel salotto di casa mia e godendomi l'ascolto della sua vicenda. Ho avvertito subito grande interesse e commozione per il libro, perché non è solo un racconto di fatti straordinari, ma anche una testimonianza personale e spirituale, che mi ha fatto entrare nel cuore e nella mente di don Pasquale, che ha cercato di capire Natuzza e il mistero che la circondava, e che si è lasciato coinvolgere e sostenere da una presenza più grande, che lo ha accompagnato nei momenti belli e difficili della sua vita. Il libro si legge bene, è scritto in modo semplice e diretto, con tanti ricordi vividi che mi hanno fatto sentire vicino a Natuzza e a don Pasquale, e che mi hanno fatto leggere il libro tutto d'un fiato. Il libro mi ha ispirato e mi ha dato speranza, perché mi ha fatto conoscere meglio la figura e il messaggio di Natuzza, una donna umile e semplice, ma con una fede e una carità immense, che ha sempre amato Gesù e la Madonna, e che ha lasciato un segno indelebile nella storia e nella fede di tante persone e anche e soprattutto della mia diocesi.
Non nascondo di essermi commosso durante la lettura, soprattutto quando don Pasquale, parlando della "sesta figlia" di mamma Natuzza, fa chiarezza sulla genesi e la trasformazione della stessa da Associazione a Fondazione, con tutte le insidie che si sono presentate. Grazie anche per aver restituito di Mons. Cortese un'immagine di pastore e di padre a tutto tondo, nella sua prossimità e vicinanza all'opera della Madonna.
Grazie anche per aver messo a nudo fatti della tua vita intima e personale: il distacco dal tuo paese, la malattia dei tuoi genitori, la tua sofferenza e il tuo affacciarti alla soglia di sorella morte, il tuo sentirti piccolo di fronte a un mistero così grande e la sconfinata fiducia in Dio e nel suo operare.
Nel testo non ho trovato nessuna polemica o acredine, mentre invece ho visto un uomo proiettato con decisione nel futuro e ben piantato nel realismo dei limiti imposti dall'età, consapevole che l'opera è di Maria e non degli uomini.
Mi sento di dire scusa a don Pasquale per le chiacchiere gratuite di chi non ha saputo ascoltare e per l'ipocrisia di tanti uomini di chiesa con la "C" minuscola, che hanno inflitto sofferenza gratuita. Anche questa, nel mistero di Dio, così come ci ha insegnato mamma Natuzza, è capace di strappare anime all'inferno.
Vorrei consigliare a tutti i miei confratelli sacerdoti di leggere questo libro, perché è una bella esperienza spirituale di un pastore che ha saputo essere punto di riferimento sicuro in questa vicenda umana e spirituale, che non è stata facile da accettare e da comprendere. Il libro è una testimonianza vera e toccante di come Dio si manifesti attraverso le sue creature più devote e di come la Madonna sia sempre presente e operante nella vita dei suoi figli.
Grazie, don Pasquale, per il dono che sei e per ciò che rappresenti per molti confratelli che, come me, ti stimano e ti vogliono un gran bene.
P.S. Aspetto di leggere il prossimo…


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