Non si tratta di fare grandi dichiarazioni né di fare giuramenti, ma solamente di dire un semplice e quanto mai difficilissimo “ti…

Quante volte ci è capitato di provare affetto per qualcuno e di non riuscire ad esprimerlo come vorremmo? Non si sta parlando solo di potenziali fidanzati e fidanzate, ma di genitori, di amici, di persone che stimiamo, individui ai nostri occhi speciali, a cui non riusciamo proprio ad esternare i nostri reali sentimenti.

Non si tratta di fare grandi dichiarazioni né di fare giuramenti, ma solamente di dire un semplice e quanto mai difficilissimo “ti voglio bene”.
Non sappiamo perché non lo diciamo eppure é un fatto che non lo facciamo. Quando si tratta dei nostri genitori, sembra essere la cosa più difficile da dire in quanto il nostro pensiero è “tanto loro sanno che gli voglio bene”. E stiamo zitti.
Quando si tratta del nostro compagno o compagna, ci sembra fuori luogo ripeterlo in continuazione perché poi si rischia di renderlo vuoto di contenuto. E stiamo zitti.
Poi ci sono quelle persone speciali, con le quali ci troviamo bene, con cui amiamo parlare e che ci piacciono: possono essere amici o colleghi o appartenere ad ambienti che frequentiamo con una certa assiduità. Sono presenze uniche nelle nostre vite, che ci fanno ridere, ci fanno riflettere, a volte ci contraddicono, ma non per criticarci, quanto per aprirci ad altri punti di vista. Sono amici e confidenti che amiamo per quello che sono e per come lo manifestano nel mondo, eppure non gli diciamo mai cosa proviamo. E stiamo zitti.
Non si capisce quale grande pericolo possa celarsi nel dire a qualcuno “ti voglio bene”… eppure è un dato di fatto. Personalmente ho una cara amica che ha grande familiarità con l'uso di questa espressione e quando succede che lo dica a me resto sempre un po' disorientata: non ci sono abituata.
Magari qualcuno può pensare che quelli che hanno tanta facilità a dirlo è perché lo fanno talmente spesso ché non si accorgono neppure di quello che comporta pronunciare queste tre parole. Le ripetono così tante volte e a così tante persone che avviene in modo meccanico, senza ascolto mentre le pronunciano.
Qualcun altro potrebbe supporre che si tratti di una questione di genere e che le donne siano più propense ad esprimere i loro sentimenti, ma non sempre questo accade. Esistono uomini molto più espansivi e comunicativi di tante donne.
Alla fine ci ritroviamo ad inventare tanti modi per dirlo senza dirlo: usiamo delle perifrasi, regaliamo fiori, cioccolatini e quant'altro oppure ancora restiamo senza parole, limitandoci unicamente a guardare con occhi colmi di affetto chi si trova di fronte a noi. Ma nessuno di questi modi é la stessa cosa di dire “ti voglio bene” guardando l'altro. Forse è questo che impedisce a queste tre semplici parole di sgorgare: dire “certe cose” fissando lo sguardo negli occhi di qualcuno sa tanto di serio ed impegnativo, sa di intimità e di vulnerabilità.
E cosa potrà mai succederci se confessiamo a qualcuno cui teniamo che gli vogliamo bene? Che ci resti male, che si adiri, che ci respinga? Sembrano tutte reazioni quanto meno improbabili. Ma soprattutto, é davvero importante sapere come l'altro reagirà per poter essere liberi di dire cosa sentiamo? La conclusione razionale é quindi che si possa dirlo tranquillamente ed il Mondo resterà in piedi, le stagioni continueranno ad avvicendarsi, la forza di gravità non sparirà, la legge di azione e e reazione continuerà a manifestarsi e saremo ancora tutti vivi. Ci sentiamo di iniziare a farlo allora?


Scopri di più da Don Danilo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Commenti

Lascia un commento