Questi sono giorni intensi, segnati da arrivi e partenze, da nuovi inizi e addii. La ricollocazione al lavoro, il distacco dagli amici che si trasferiscono al nord, e la fatica di dover riprogrammare tutto hanno reso questo periodo un vero banco di prova. L’avvio delle attività didattiche, i nuovi inserimenti, nuove persone che si affacciano al lavoro, la certezza di quelli che ci sono sempre stati e che ti vogliono bene sul serio e ti chiedono come stai e come ti senti. Una famiglia da far ri-ambientare evitando la destabilizzazione. C'è una transizione in atto, con la chiusura di un capitolo importante della mia vita e l'apertura di una nuova pagina bianca, che porta con sé l'incertezza e l'entusiasmo del nuovo inizio.
Il trasloco, con il suo carico fisico e mentale, non è solo un movimento nello spazio, ma anche un'opportunità per una profonda pulizia interiore. Sentiamo spesso parlare di igiene mentale e spirituale, ma è proprio nei momenti di caos e cambiamento che questa necessità diventa evidente. Ogni oggetto spostato, ogni stanza ripulita sembra riflettere un bisogno più profondo: quello di riordinare i pensieri, di lasciare andare il superfluo e di riconnettersi con ciò che conta davvero.
In mezzo a tutto questo trambusto, emerge forte il desiderio di trovare spazi di contemplazione. Non è semplice quando le giornate sono piene di impegni, ma sento che è proprio in questo momento che la contemplazione diventa fondamentale. Non si tratta solo di fermarsi, ma di ascoltare quella voce interiore che troppo spesso soffochiamo con il rumore del quotidiano.
Hermann Hesse scriveva: *“Dentro di noi c'è qualcosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo.”* Questo pensiero mi accompagna mentre cerco di trovare un equilibrio tra l'azione e la riflessione. La frenesia esterna sembra richiedere una risposta altrettanto intensa, ma è nella calma e nella contemplazione che riscopro chi sono veramente, al di là dei ruoli e delle aspettative.
Il cambiamento è inevitabile, ma la vera sfida è attraversarlo con consapevolezza, trasformando ogni passaggio in un'opportunità per crescere. È un processo che richiede forza, ma anche una profonda fiducia nella vita e in ciò che ci riserva. Forse, in questo momento di transizione, l'unico vero obiettivo è quello di ascoltare, di contemplare, e di lasciarsi guidare da quella saggezza interiore che non sempre trova parole, ma che sa esattamente dove condurci.
Santa Vergine Odighitria, prega per noi !


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