Simeone: La mia attesa è finita, la Luce è venuta

Simeone: La mia attesa è finita, la Luce è venuta

Mi chiamo Simeone. Sono un uomo anziano, e per tutta la mia vita ho atteso un giorno come questo. Lo Spirito Santo mi aveva parlato, mi aveva sussurrato che non sarei morto prima di aver visto il Messia del Signore. Ho vissuto anni nel Tempio, con lo sguardo fisso sul futuro, cercando nei volti della gente un segno, una promessa che si compisse. Oggi, finalmente, il mio cuore si è colmato di luce.

Ho visto una giovane donna entrare con il suo bambino tra le braccia. Accanto a lei, un uomo giusto e silenzioso. Nulla sembrava diverso dal solito: tante madri vengono qui a offrire il loro primogenito al Signore. Ma quando i miei occhi hanno incrociato quelli di quel Bambino, ho capito. Il mio cuore ha sussultato. Non era un semplice neonato: era la Luce che Israele attendeva, il Consolatore delle genti, il Salvatore promesso.

Le mie labbra non hanno potuto trattenere il canto:
“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata davanti a tutti i popoli, luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo Israele!”

Oh, che grande mistero! Un bambino così piccolo, eppure la salvezza di tutti. Ma questa luce che è venuta nel mondo non sarà accolta da tutti. Mi sono rivolto alla Madre, che mi ascoltava con dolcezza e stupore: “Questo Bambino sarà segno di contraddizione, e anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

Maria non ha detto nulla, ma nei suoi occhi ho visto che aveva capito. La luce splende, ma c’è chi preferirà le tenebre. Questo bambino crescerà, parlerà, guarirà, chiamerà a sé i peccatori. E poi sarà rifiutato, accusato, crocifisso. Il suo dolore sarà immenso, e con lui soffrirà anche sua Madre. Ma proprio attraverso questo sacrificio la luce trionferà.

Ora il mio compito è finito. Posso andare in pace, perché la promessa si è compiuta.

Anna: Il mio cuore trabocca di gioia

Mi chiamo Anna. Sono figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Ho vissuto tanti anni, e da quando sono rimasta vedova, ho scelto di dedicare la mia vita a Dio. Digiuno, prego, veglio. Qui, nel Tempio, ho imparato a vedere oltre le apparenze. Ho visto sacrifici, ho sentito preghiere, ho ascoltato i lamenti del popolo. Tutti attendono, tutti sperano, ma spesso non si accorgono di quando la speranza arriva davvero.

Oggi, invece, io ho visto.

Ho visto una giovane donna, Maria, con un bambino in braccio. Ho visto il vecchio Simeone, le sue mani tremanti che stringevano quel piccolo corpo con una tenerezza infinita. Ho ascoltato le sue parole, ho sentito la sua voce spezzata dall’emozione. E il mio cuore ha capito: l’attesa è finita, la redenzione è qui.

Ho lodato Dio ad alta voce, senza paura, senza vergogna. Ho parlato a tutti quelli che incontravo: guardate! Dio è fedele! Dio mantiene le sue promesse! Questo bambino è la speranza di Israele, la luce delle nazioni!

La gente mi guardava con stupore, qualcuno scuoteva la testa, qualcuno sorrideva. Ma io so quello che ho visto. Questo Bambino è l’inizio di qualcosa di nuovo. Forse soffrirà, forse il cammino non sarà facile, ma Dio non abbandona la sua opera.

Ho trascorso la mia vita nel Tempio, tra sacrifici e attese. Oggi ho visto il vero sacrificio, quello che un giorno sarà offerto per tutti noi. Il piccolo Gesù è stato presentato nel Tempio, ma in realtà è Dio che lo ha offerto per noi. Non serviranno più sacrifici di animali: il vero Agnello è già qui.

Io sono vecchia, ma la mia anima è giovane di speranza. Continuerò a lodare, a parlare, a dire a tutti che la luce è venuta. Perché chi crede in Lui non camminerà più nelle tenebre.


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