La provvisorietà della vita e il dono del servizio: in memoria di Don Antonio Purita
Questa notte, il nostro amico e fratello Don Antonio Purita ha lasciato questo mondo. Ci ha salutati in silenzio, com’è nella natura della vita: un soffio, un battito di ciglia, un passaggio breve ma pieno di significato.
La morte, quando arriva, ci scuote sempre. Ci ricorda la nostra fragilità, la nostra provvisorietà. Spesso viviamo come se fossimo eterni, rimandando gesti, parole e scelte che potrebbero dare senso alla nostra esistenza. Eppure, ogni giorno è un dono che non sappiamo quanto durerà. Don Antonio lo sapeva bene. La sua vita non è stata un accumulo di giorni, ma un’offerta costante agli altri.
Il sacerdozio è una chiamata a servire, e Don Antonio ha risposto con fedeltà. Ha speso il suo tempo, le sue energie, il suo cuore per i fratelli, per la comunità, per chiunque bussasse alla sua porta. Ha portato parole di speranza, conforto nelle difficoltà, luce nei momenti di smarrimento. Il suo passaggio sulla terra non è stato vano: ha lasciato tracce profonde nei cuori di chi lo ha conosciuto.
Oggi, mentre lo affidiamo alla misericordia di Dio, non possiamo che riflettere sulla nostra stessa esistenza. Cosa resterà di noi quando il tempo finirà? La risposta non è nei successi, nelle ricchezze, nei riconoscimenti umani, ma nell’amore che avremo donato, nel bene che avremo seminato.
Che il Signore lo accolga tra le sue braccia e che il suo ricordo ci ispiri a camminare con umiltà e dedizione, sapendo che ogni istante è prezioso e che nulla di ciò che è stato vissuto per amore andrà perduto.


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