Non ho bisogno della stima degli altri per riconoscere il mio valore. Il mio valore è radicato in Dio, non nelle opinioni altrui.
So quanto è stato lungo e faticoso il cammino che mi ha portato fin qui. Ogni passo, ogni ferita, ogni prova mi ha insegnato a non definirmi con lo sguardo degli altri, ma con lo sguardo misericordioso del Padre che mi conosce nel profondo.
C’è chi parla male di me e poi finge amicizia. Ma non mi turba più. Perché ho compreso che quando qualcuno sparla, non sta raccontando chi sono io… ma chi è lui. Le parole rivelano il cuore di chi le pronuncia.
Con il tempo e con la preghiera ho imparato a discernere. Alcune presenze nella vita erano solo rumore di fondo, ombre che oscuravano la luce. Così ho fatto pulizia. Ho scelto di potare i rami secchi, come insegna il Vangelo (Gv 15,2), per fare spazio al frutto vero. Ho preso le distanze da relazioni tossiche, ipocrisie e finzioni.
Non ho mai cercato di piacere a tutti. Chi vive per piacere a tutti, smarrisce se stesso. Ho scelto di essere autentico, anche a costo di essere frainteso. Dal 2003, una luce interiore mi ha fatto capire che non ero chiamato a essere ciò che gli altri si aspettavano da me, ma ciò che Dio mi ha creato per essere.
Questo può sembrare “divisivo”, ma è solo il prezzo della libertà interiore. Dire no quando è necessario, anche in silenzio, anche con una semplice assenza, è una forma alta di fedeltà a se stessi e a Dio.
So chi mi ha calunniato. Conosco volti e nomi. Ma non serbo rancore: il male si nutre di reazione, e io scelgo di non nutrirlo. Stima, fiducia e rispetto si costruiscono nella reciprocità. Quando vengono meno, non c’è da forzare nulla: si prende atto, si prega, si va avanti.
Sì, potrei destabilizzare alcune situazioni con una sola parola. Ma non scendo le scale per finire in cantina. Io preferisco salire, cercare la luce. Preferisco le terrazze, da dove lo sguardo si allarga, dove si vede l’orizzonte, dove si respira il cielo.
E da lì, anche nelle contraddizioni e nei dolori, mi godo il panorama della vita, perché ho imparato che il bene è sempre più grande del male, anche quando è più silenzioso.
Se qualcuno non riesce a vederlo, forse è perché vive secondo logiche diverse dalle mie: logiche di apparenza, competizione, confronto. Io invece cerco la verità, la pace, la libertà interiore. Quelle che vengono dall’alto e non deludono mai.


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