Per Don Matteo. E per tutti quelli che, nel silenzio, portano pesi troppo grandi

🕯 Per Don Matteo. E per tutti quelli che, nel silenzio, portano pesi troppo grandi.

Questa mattina ho letto, con il cuore straziato, della morte di Don Matteo Balzano, un giovane sacerdote di 35 anni, trovato senza vita nella sua abitazione a Cannobio. Si è tolto la vita. Un gesto che lascia tutti increduli, feriti, attoniti.

E mi sono chiesto:
Cosa può portare un uomo — un prete — a fare una cosa del genere?

Non ho risposte facili. E forse nemmeno le voglio.
Perché, come ha scritto la sua diocesi,

“Solo il Signore, Colui che scruta e conosce ciascuno di noi, sa comprendere i misteri più impenetrabili dell’animo umano.”

Ma non posso tacere. Perché anche il silenzio, a volte, è una forma di abbandono.

So che anche i sacerdoti, pur circondati da gente, possono vivere una solitudine profonda, invisibile. Una solitudine dell’anima, fatta di aspettative da soddisfare, di doveri da onorare, di emozioni da reprimere. E in certi casi, anche di dolori che non trovano parola, ferite che non trovano ascolto, angosce che non trovano sponda.

So che un prete può arrivare a sentirsi utile, ma non amato, chiamato, ma non accompagnato, stimato, ma non davvero conosciuto.

E so che può arrivare un momento in cui ti sembra di non avere più spazio per essere fragile, vero, bisognoso di aiuto. E allora si scivola nel buio. Un buio che nessuno vede. Ma che brucia dentro.

Ecco perché oggi voglio dire solo questo:
🙏 Non è il momento del giudizio, ma della compassione.
🙏 Non è il momento di parlare troppo, ma di inginocchiarsi in silenzio.
🙏 Non è il momento di voltare pagina, ma di guardare dentro, e prenderci più cura gli uni degli altri.

Se sei un sacerdote e stai male, se ti senti solo, non avere paura di chiedere aiuto.
Non sei meno prete. Non sei meno cristiano. Non sei meno amato.

Se conosci un sacerdote, non dargli solo stima: dagli ascolto, affetto, autenticità.
Non chiedergli sempre di essere all’altezza. Chiedigli se sta bene. Veramente.

A te, Don Matteo, non ti conoscevo. Ma oggi ti sento fratello.
Non so cosa hai vissuto, ma so che il tuo nome è scritto nei cieli, dove la Misericordia ha l’ultima parola.

💔 La tua morte ci interroga. Ma non cancella il bene che hai fatto.
Che il Signore ti accolga tra le sue braccia. E ci dia occhi per vedere chi, accanto a noi, sta gridando in silenzio.


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