Oltre i miti e le ombre: l’Esorcismo è luce custodita dalla Chiesa

Oltre i miti e le ombre: l’Esorcismo è luce custodita dalla Chiesa

di Don Danilo D’Alessandro

L’esorcismo non appartiene al mondo del sensazionalismo, né alle leggende gotiche che popolano l’immaginario collettivo. Non è stregoneria, non è teatro, non è magia. È una preghiera umile e potente che la Chiesa custodisce da secoli come gesto di misericordia, illuminato dalla fede e protetto dalla sobrietà del Vangelo: «Questo tipo di spiriti si scaccia solo con la preghiera» (Mc 9,29).

Per questo motivo, il ministero dell’esorcista è regolato con fermezza e responsabilità. Non siamo di fronte a un rito oscuro, ma a un atto ecclesiale delicatissimo, affidato a pochissimi sacerdoti scelti, preparati e mandati dal proprio vescovo. Non per privilegio, ma per protezione: protezione della persona che chiede aiuto e protezione della verità del Vangelo, che non si presta a improvvisazioni spirituali o protagonismi carismatici.

Il recente caso dell’ex sacerdote Michele Barone — condannato in via definitiva a 13 anni per abusi su una minore compiuti durante sedicenti riti di liberazione non autorizzati — ha risvegliato interrogativi e timori. Ma racconta anche una verità spesso taciuta: la Chiesa veglia e non rimane indifferente. Già nel 2019 il ministro era stato sospeso e successivamente ridotto allo stato laicale con decreto di Papa Francesco. Prima di ogni sentenza penale, c’è stata una sentenza ecclesiale di responsabilità.

Questo intervento non è una reazione di facciata, ma parte di un sistema preciso e necessario. Il canone 1172 del Codice di Diritto Canonico è inequivocabile: solo un sacerdote con mandato scritto del vescovo può celebrare un esorcismo solenne. Nessun sacerdote agisce da solo, nessun laico può farlo, nessuna “ispirazione” personale sostituisce l’obbedienza ecclesiale.

Per la Chiesa, la libertà spirituale di una persona è sacra. Nel percorso di discernimento, infatti, si esigono valutazioni mediche, ascolto pastorale, preghiera sobria e comunitaria, fedeltà al Rituale. Questo è il volto maturo della Chiesa: madre che non improvvisa, ma accompagna.

L’opinione pubblica a volte cerca lo straordinario, il sensazionale, l’esoterico; ma il Vangelo cammina nella direzione opposta: la potenza di Dio opera nel silenzio, nella verità, nella luce. Gli esorcismi non sono uno spettacolo. Sono un servizio. E come ogni servizio evangelico richiedono umiltà, discrezione, comunione.

C’è però una responsabilità che tocca tutti i battezzati.
Quando un ministro o un operatore pastorale agisce fuori dal mandato della Chiesa, quando si affida al sensazionalismo o si sostituisce all’autorità del vescovo, ogni fedele ha il diritto — e direi il dovere — di segnalarlo all’Ordinario del luogo. Questo non divide: custodisce. Non accusa: protegge. Non ferisce: preserva. Una comunità matura non resta spettatrice di frontiere così delicate.

Il caso Barone non indebolisce la Chiesa: la purifica e le ricorda la missione che le è stata consegnata. Sradicare l’abuso è un atto di fedeltà al Vangelo. Difendere i piccoli è il nome più alto della giustizia evangelica.

L’esorcismo è luce, non spettacolo.
È misericordia, non paura.
È custodito perché è un dono.

E la Chiesa continuerà a vegliare su questo ministero con quella fermezza che nasce dall’amore: perché chi bussa cercando liberazione trovi una casa sicura, un ascolto sincero e una guida che non tradisca — mai — la fiducia dei figli di Dio.


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