L’evangelista inizia il racconto sottolineando l’abisso che separa questo ricco disonesto amico dei potenti dal maestro povero amico degli u

L’evangelista inizia il racconto sottolineando l’abisso che separa questo ricco disonesto amico dei potenti dal maestro povero amico degli ultimi. E’ un abisso che è fisicamente simboleggiato anche dalla piccolezza fisica di Zaccheo e dal muro di persone che rendono Gesù in ogni caso irraggiungibile. Quanta distanza tra Zaccheo e Gesù!
Sembra che Zaccheo accetti passivamente questa distanza incolmabile, e pare proprio che si fermi alla sola possibilità di vederlo da lontano. Cerca solo questo… Il sicomoro, questo albero che cresce lungo la strada dove deve passare da Gesù, per Zaccheo è solamente un punto più in alto di osservazione e niente di più.
Ed ecco il miracolo! Non di guarigione fisica ma di relazione. L’irraggiungibile Gesù si ferma proprio là dove Zaccheo si trova, e improvvisamente colma quell’abisso di amore che sembrava incolmabile. Raggiunge Zaccheo, che da spettatore lontano diventa ospite di Gesù.
Il cercatore (Zaccheo) si sente cercato (da Gesù). Colui che desiderava vedere il Maestro di cui tutti parlano (ma raggiungibile da pochi), si sente improvvisamente desiderato. Gesù infatti sente di dover andare proprio a casa di questo lontano.
E l’anonimo sicomoro diventa luogo di incontro, luogo di salvezza.
Amo molto questo racconto e sento che è Vangelo, cioè “buona notizia”, per tutti gli uomini, specialmente per coloro che si sentono spesso troppo lontani da Dio per poterlo incontrare nella loro vita.
In tutti c’è questo desiderio di incontrare il Signore della vita, ma forse non tutti hanno il coraggio di salire sul proprio sicomoro, e rimangono distanti più di Zaccheo.
Vorrei davvero che tutti trovassero il proprio sicomoro e non avessero paura di salirvi sopra.. Il Signore ci cerca in continuazione e vuole farci sentire il suo abbraccio di salvezza proprio là dove noi siamo. Il Signore come con Zaccheo vuole colmare in continuazione quell’abisso di distanza che molto spesso siamo noi a credere incolmabile. Il Signore compie anche per noi il miracolo del sicomoro di Zaccheo.


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