…Inizio quindi il nuovo anno 2014 con questa consapevolezza: sono amato da Dio e non devo guadagnarmi la sua benevolenza, perché lui mi am

…Inizio quindi il nuovo anno 2014 con questa consapevolezza: sono amato da Dio e non devo guadagnarmi la sua benevolenza, perché lui mi ama già così come sono… perché sono suo figlio.
Inizio il nuovo anno con un compito preciso che è quello di far sì che tutti coloro incontrerò si sentano amati e sorretti nelle loro difficoltà, perché questa è l’opera di Dio. Gesù mi ricorda nel Vangelo che anche io sono figlio e posso operare il miracolo dell’amore, come lui ha fatto. Davanti a Dio non sono chiamato a sentirmi in colpa e continuamente piegato dal peso dei peccati (come fosse questo il senso della vita di fede… sentirsi in colpa), ma sono chiamato a sentirmi pieno di possibilità e capacità di amare che mi vengono da Dio, anche se riconosco di essere sempre segnato come tutti dai miei limiti.
E in questo compito non sono da solo! Non sono l’unico figlio di Dio e fratello di Gesù. Se mi guardo attorno allo scadere della mezzanotte, quelli con cui brindo e scambio baci augurali, sono quelli che con me sono lì a costruire il Regno di Dio, sono miei fratelli e sorelle da amare e con i quali collaborare.
Penso quindi che non metterò qualcosa di rosso addosso e nemmeno mangerò lenticchie (che nemmeno mi piacciono…). Allo scadere della mezzanotte metterò un vangelo in tasca, di quelli piccoli da viaggio. Non lo metto per augurarmi fortuna, ma per ricordarmi che sono già fortunato, perché amato da Dio e chiamato da lui figlio…


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