E ora è il momento degli auguri seri, dal piccolo presepe della mia parrocchia che si mostra in questa foto.

E ora è il momento degli auguri seri, dal piccolo presepe della mia parrocchia che si mostra in questa foto. Vorrei che foste raggiunti dalla semplicità e dalla bellezza delle poche cose che compongono questa scena unica e irripetibile nella storia delle famiglie più strane del mondo. I pastori sono stati invitati a vedere il Messia in una scena così ordinaria e anche così povera che nessuno avrebbe mai creduto che Dio potesse celarsi proprio lì. Le cose più importanti sono spesso quello che non vogliamo mai vedere, il semplice, ordinario, scontato. Dio non chiede di farsi trovare chissà dove ma proprio lì dove abita l'uomo. Cos'è un uomo Signore? Perché te ne ricordi? Il figlio dell'uomo, perché tu te ne prenda cura. Eppure lo hai fatto poco meno degli angeli di gloria di onore lo hai coronato, tutto hai riposto nelle sue mani. Con il Natale, Dio non è più sopra di me ma con me. Lui è l'Emmanuele e ha deciso di abitare nella mia umanità e non in quella di un altro. Se solo avessimo coscienza di quello che è avvenuto con il Natale è ancora più con la Pasqua il nostro cuore balzerebbe fuori dal petto. Ma siamo così tanto abituati a questi concetti che ormai non ci fanno più nessun effetto. Il mistero di Cristo non è né un concetto nè un'idea. È un'esperienza e se non ho esperienza di lui non sarà mai Natale e mai Pasqua. Signore, donaci la grazia di incontrarti, di esperirti, di mangiarti, di amarti, di viverti. Maria e Giuseppe, poveri di Jahvè e giusti del Vangelo ci aiutino ad entrare nel tuo mistero di amore che mai comprenderemo. Un Natale felice e che Cristo ci dia la grazia di essere la mangiatoia nella quale viene deposto in fasce, perché tutti possano cibarsi di lui attraverso di noi. Felicissimo Natale amici miei, pellegrini e uomini e donne di ogni parte del mondo con i quali ho condiviso un pezzo di strada insieme.


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