Salmo 135 https://www.youtube.com/watch?v=EgkEpD-LN-c
Avere memoria della bontà del Signore diventa la forza della speranza. Il Salmo 135 riassume tutta la storia della salvezza. Come possiamo fare di questo salmo una preghiera della nostra vita? Il messaggio centrale del salmo, valido per ciascuno di noi, consiste nel fatto che Israele si ricorda della bontà del Signore. Nella storia di questo popolo, ci sono tante valli oscure, tanti passaggi di difficoltà e di morte, ma Israele si ricorda che Dio era buono e può sopravvivere alle valli oscure perché si ricorda, ha memoria della bontà di Dio e della sua potenza, sa che la sua misericordia vale in eterno. In altre parole, la salvezza di Israele e di tutti gli uomini è legata alla fedeltà del Signore, e al suo ricordarsi. Mentre l'uomo facilmente dimentica, Dio resta fedele.
Anche noi abbiamo una memoria di bene: in questo senso, la storia di Israele è storia anche per noi. Dio è vissuto, morto e risorto per noi, rimane con noi, ed è la memoria della bontà di Dio che ci assicura che il suo amore è eterno. Anche questi duemila anni di cristianesimo, ci dimostrano che c'è sempre la bontà di Dio: dopo il periodo oscuro del nazismo, ad esempio, Dio ci ha mostrato che è buono, che la sua misericordia vale per sempre, diventando per noi stella della speranza. Non solo nella storia collettiva ma anche ognuno di noi, nella memoria della sua personale storia di salvezza, può sperimentare le grandi cose che Dio ha fatto nella propria vita: se oggi sono in una notte oscura, domani Dio mi libera, perché la sua misericordia è eterna. La storia di Israele è stata attraversata da esaltanti momenti di gioia, di consapevolezza della presenza di Dio e della sua salvezza, ma è stata anche segnata da episodi di peccato, da periodi di penosa oscurità e di profonda afflizione. Tra gli eventi più dolorosi, l'esilio di Babilonia, con la distruzione di Gerusalemme e del Tempio, quando Israele sembrava aver perduto tutto.
Nel salmo, l'invisibile potenza del Creatore e Signore cantata nel salmo si rivela nella piccola visibilità del pane quotidiano, che simboleggia e sintetizza l'amore di Dio come Padre, e ci apre al compimento neotestamentario, a quel pane di vita, l'Eucaristia, che ci accompagna nella nostra esistenza di credenti, anticipando la gioia definitiva del banchetto messianico nel cielo. Nello snodarsi delle grandi meraviglie che il Salmo 135 enumera, il momento del dono conclusivo è il compiersi della promessa divina fatta ai Padri: il dono della terra, un dono che il popolo deve ricevere senza mai impossessarsene, vivendo continuamente in un atteggiamento di accoglienza riconoscente e grata. Una delle prerogative di Dio è di donare:alla fine del cammino dell'esodo Israele, destinatario del dono, come un figlio, entra nel Paese della promessa realizzata. È finito il tempo del vagabondaggio, sotto le tende, in una vita segnata dalla precarietà, ed è iniziato il tempo felice della stabilità, della gioia di costruire le case, di piantare le vigne, di vivere nella sicurezza e nella pace. Ma è anche il tempo della tentazione idolatrica, della contaminazione con i pagani, dell'autosufficienza che fa dimenticare l'origine del dono.

Lascia un commento