Omelia Santi Arcangeli

Omelia Santi Arcangeli

Gli Angeli sono esseri misteriosi, e in forma misteriosa ne parla il profeta Daniele nella celebre profezia sul Figlio dell'uomo che la liturgia ci fa leggere oggi:
"Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui; mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano". Daniele non nomina gli Angeli: parla di fuoco, di migliaia, di miriadi di miriadi… Sono veramente esseri misteriosi. Noi li rappresentiamo come uomini dal viso soave e dolce, nella Scrittura invece appaiono come esseri terribili, che incutono timore, perché sono la manifestazione della potenza e della santità di Dio, che ci aiutano ad adorare degnamente: "A te voglio cantare davanti ai tuoi angeli, mi prostro verso il tuo tempio santo". Come preghiamo nel prefazio di oggi: "Signore, Padre santo, negli spiriti beati tu ci riveli quanto sei grande e amabile al di sopra di ogni creatura". Nella visione di Daniele non sono gli Angeli gli esseri più importanti: vediamo più avanti "uno, simile ad un figlio d'uomo" ed è lui, non gli Angeli, ad essere introdotto fino al trono di Dio, è a lui che egli "diede potere, gloria e regno", è a lui che "tutti i popoli serviranno". La stessa cosa vediamo nel Vangelo: gli Angeli sono al servizio del Figlio dell'uomo. "Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo" dirà Gesù, facendo allusione sia a questa visione di Daniele sia alla visione di Giacobbe, che nel sonno vede gli Angeli salire e scendere sul luogo dove è coricato e che dà il senso della presenza di Dio in tutti i luoghi della terra.
Gli Angeli di Dio sono dunque al servizio del Figlio dell'uomo, cioè di Gesù di Nazaret; la nostra adorazione non è rivolta agli Angeli, ma a Dio e al Figlio di Dio. Gli Angeli sono servitori di Dio che egli, nella sua immensa bontà, mette al nostro servizio e che ci aiutano ad avere un senso più profondo della sua santità e maestà e contemporaneamente un senso di grande fiducia, perché questi esseri terribili sono al nostro servizio, sono nostri amici.
Domandiamo al Signore che ci faccia comprendere davvero la sua santità e maestà infinite, perché ci prostriamo con sempre maggiore reverenza alla sua presenza, davanti ai suoi Angeli.
MICHELE NELLA TRADIZIONE EBRAICA
Secondo la tradizione ebraica Michele:

è il più alto nella gerarchia degli angeli;
è principe dell'acqua e angelo dell'argento;
annunciò a Sara che avrebbe dato alla luce Isacco;
chiamò Abramo intento all'akedah (obbligo) e gli fermò la mano perché non sacrificasse il figlio;
lottò con Giacobbe e guidò gli Israeliti mentre vagavano nel deserto;
è il Principe celeste di Israele, che agisce come l'avvocato del popolo ebraico e presenta le preghiere dell'uomo a Dio;
sta alla destra del trono della gloria ed è alla destra dell'uomo sulla terra;
nemico gli è Sammaele, l'angelo caduto che guida le forze malefiche del Sitra Achra (altra parte) e accusa Israele in cielo e prende energia ormai solo dal peccare degli uomini.
Michele e non Metratron sarebbe il Gran Sacerdote celeste ed accompagna gli uomini pii in cielo dopo la morte e offre le loro anime sull'altare celeste.
Nell'età del Messia sarà lui che darà voce allo shofar alla resurrezione dei morti, strumento che è suonato nel giorno di Rosh ha-shanah – capodanno ebraico (Num. 29,1), come pure alla lettura dell'akedaah in ricordo dell'ariete che era stato usato da Abramo come sacrificio sostitutivo.
Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel per la tradizione ebraica sono gli angeli della Presenza Divina posti attorno al Trono di Gloria, ma sarebbe superiore ai compagni Gabriele, Raffaele e Uriel perché sta alla destra e "vola ad adempiere i suoi compiti con un solo movimento invece che con due" (sic!).


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