Il desiderio profondo

Il desiderio profondo
Nel Vangelo emerge un desiderio profondo di conoscere, di incontrarsi con colui che è immagine del Padre: lo vediamo nella domanda dei Greci “Vogliamo vedere Gesù”. Essi rappresentano l’aspirazione profonda di ogni creatura umana a incontrarsi con colui che è la loro origine e il loro fine. Nello stesso tempo mostrano che il percorso da compiere non è immediato. Essi chiedono a Filippo, Filippo va a chiamare Andrea, insieme i discepoli si rivolgono a Gesù. Possiamo chiederci in quale punto ci collochiamo di questa catena di relazioni: siamo come i Greci, assetati di verità? Siamo come il discepolo che accoglie la domanda di chi cerca Dio? O siamo come l’apostolo Andrea, che fa da ponte perché il grido di chi cerca arrivi fino a Gesù? In realtà, nessun anello della catena è superfluo: solo se ciascuno si aggancia all’altro, è possibile arrivare fino a Cristo.

La via stretta
La risposta di Gesù potrebbe apparire deludente. Trasporta la questione su un piano totalmente differente. Perché si colloca su un piano che per il momento né i discepoli né tantomeno i Greci in ricerca possono percepire: è la sua “ora”, il momento di essere “glorificato”. La ricerca dei Greci e la catena di trasmissione dei discepoli rischia di essere ambigua, di ridursi a semplice curiosità. Il Gesù che essi cercano, e quello che i discepoli istintivamente propagandano, è il Maestro, il Sapiente, il Profeta, il grande personaggio… ma è giunto il momento in cui l’equivoco ha termine: Gesù si mostrerà come il Crocifisso, il Glorificato, il Risorto innalzato. Non è più decisivo vederlo con gli occhi della carne: ma riconoscerlo con gli occhi della fede, per seguirlo sulla stessa via, la via stretta, che comporta il passaggio attraverso la morte.

Dalla morte il frutto
La parabola del chicco di grano giustifica la necessità della Passione. Una incredibile sproporzione si instaura tra il chicco di grano e il frutto che ne deriva. Ma il passaggio necessario è la morte nel cuore della terra. Ulteriormente moltiplicata è la sproporzione tra l’uomo-Dio Gesù e il frutto che deriva dalla sua morte nella storia dell’umanità: attraverso lui risorge un popolo abbondante, sterminato.

Stare dov’è Gesù
La domanda dei Greci e la domanda dei discepoli ha trovato piena risposta. Per “vedere Gesù” occorre essere inseriti nel suo mistero di amore, essere “suoi servi”, stare dov’è lui, condividere la sua piena adesione alla volontà del Padre. In realtà non è difficile: alle soglie della Settimana Santa già sappiamo chi è rimasto vicino a Gesù fino in fondo. Ai piedi della croce ritroveremo Maria, le donne e i discepolo amato. Stare lì è così semplice, e tuttavia così ostico per chi è chiuso nel suo desiderio di “salvare la vita”. Ma chi pretende di salvare la vita, la perde, oltre a danneggiare le vite altrui. L’umanità nuova riparte da chi sa stare accanto al crocifisso, per risorgere con lui.


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