Quanti ne abbiamo conosciuti" di preti buoni e fedeli, la cui esistenza "parla la lingua della pazienza e della perseveranza; non turisti dello spirito, eternamente indecisi e insoddisfatti ma uomini "liberi dalle cose e da se stessi", che "con la loro testimonianza hanno contribuito ad attrarci a una vita di consacrazione",
"Nella memoria riconoscente del cuore ciascuno di noi ne conserva i nomi e i volti: li abbiamo visti spendere la vita tra la gente delle nostre parrocchie, educare i ragazzi, accompagnare le famiglie, visitare i malati a casa e all'ospedale, farsi carico dei poveri nella consapevolezza che i sacerdoti santi sono peccatori perdonati e strumenti di perdono" e dunque rappresentano "ponti per l'incontro tra Dio e il mondo, sentinelle capaci di lasciare intuire una ricchezza diversamente perduta , preti così non si improvvisano: li forgia il prezioso lavoro formativo del seminario e l'ordinazione li consacra per sempre uomini di Dio e servitori del suo popolo. Ma può accadere che il tempo intiepidisca la generosa dedizione degli inizi e, allora, è vano cucire toppe nuove su un vestito vecchio: solo chi si lascia conformare al Buon Pastore trova unità, pace e forza nell'obbedienza del servizio; solo chi respira nell'orizzonte della fraternità presbiterale esce dalla contraffazione di una coscienza che si pretende epicentro di tutto, unica misura del proprio sentire e delle proprie azioni".
AUGURI A TUTTI I SACERDOTI.

Auguri a tutti i sacerdoti
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