L'immagine che il Vangelo ci restituisce questa domenica è molto interessante. Gesù dice di essere la vite, quella vera e noi i tralci: noi con lui siamo una medesima pianta, con medesima vita, linfa, radice.
Il padre è il vignaiolo: un Padre che con le cesoie gira tra i filari per farmi portare sempre più frutto.
La visione nuova che Gesù porta è che facciamo parte della stessa pianta, a differenza dell'Antico Testamento dove Dio era descritto come il padrone della vigna, contadino operoso, vendemmiatore attento, tutt'altra cosa rispetto alle viti.
Con l'Incarnazione Dio si innesta nell'umanità e in me: il vignaiolo si è fatto vite, il seminatore seme, il vasaio si è fatto argilla, il Creatore creatura.
La vite-Gesù spinge la linfa in tutti i miei tralci e fa circolare forza divina per ogni mia fibra. Quale tralcio desidererebbe staccarsi dalla pianta? Perché mai vorrebbe desiderare la morte?
Ogni tralcio che porta frutto lo pota perché porti più frutto. Potare significa dare forza, qualsiasi contadino lo sa: la potatura è un dono per la pianta. Questo vuole Dio per ciascuno di noi: possedere la vita divina. Dio opera perchè in noi cresca ciò che è bello e buono. Tra il ceppo e i tralci della vite, la comunione è data dalla linfa' che sale e si diffonde fino all'ultima gemma.
Abbiamo dentro una vita che ci previene e ci accompagna e ci supera viene da prima di noi e va oltre noi. Viene da Dio, radice del vivere, che ripete a ogni piccolo tralcio: resta in me per produrre grappoli profumati e dolci per dissetare e inebriare l'arsura di questo mondo

Il padre è il vignaiolo: un Padre che con le cesoie gira tra i filari per farmi portare sempre più frutto
Scopri di più da Don Danilo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento