Il movimento è dare la vita e riprenderla: ovvero Mistero Pasquale generatore di vita e di santificazione

Al di là delle belle immagini poetiche e delle sdolcinate immagini che ho già visto stamattina il Vangelo di oggi sottolinea per cinque volte un atto fondamentale di Gesù: "dare la vita"
Il movimento è dare la vita e riprenderla: ovvero Mistero Pasquale generatore di vita e di santificazione.
Dare la vita non è, innanzitutto o solamente, morire sulla croce, perché se il Pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce, uccide, vince.
Dare la vita è l'opera generativa di Dio, un Dio inteso al modo delle madri, uno che nel suo intimo non è autoreferenzialità, ma generazione..
Un Dio compreso nel senso della vite che dà linfa ai tralci; del seno di donna che offre vita al piccolo; dell'acqua che dà vita alla steppa arida. Io offro la mia vita significa: vi offro una energia di nascita dall'alto; offro germi di divinità, per farvi simili a me (noi saremo simili a lui, 1 Gv 3,2 nella II Lettura).
Solo con un supplemento di vita, la SUA, potremo battere coloro che amano la morte, i tanti lupi di oggi, assatanati e mimetici.
Perché anche noi, discepoli che vogliono, come lui, sperare ed edificare, dare vita e liberare, siamo chiamati ad assumere il ruolo di "pastore buono", cioè forte e bello, combattivo e tenero, del gregge che ci è consegnato: la famiglia, gli amici, quanti contano su di noi e di noi si fidano.
"Dare vita" significa contagiare di amore, libertà e coraggio chi avvicini, di vitalità ed energia chi incontri. Significa trasmettere le cose che ti fanno vivere, che fanno lieta, generosa e forte la tua vita, bella la tua fede, contagiosi i motivi della tua gioia e non semplicemente tenere sulle gambe o sulle spalle una pecora!


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