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Nella chiesa l’uso ricorrente di espressioni come realismo eucaristico o presenza reale per introdurre i fedeli a una giusta devozione al corpo di Cristo presente nelle specie eucaristiche, ha distolto quasi del tutto la riflessione teologica dall’indagare i motivi reali che hanno permesso lo sviluppo di una venerazione per l’umanità di Cristo nella forma dell’adorazione eucaristica,una consuetudine senza precedenti nella tradizione della chiesa.In che senso si può affermare che il culto eucaristico come si è sviluppato nella chiesa cattolica non trova riscontro nella tradizione? E ancora: in cosa consiste la devozione all’umanità di Cristo e come si coniuga con il mistero eucaristico? Anche volendo ripercorre idealmente la storia del sacramento eucaristico,le fonti più antiche tacciono su tale consuetudine. Infatti, nonostante le differenti interpretazioni dell’eucaristia che possiamo ritrovare nei Padri, queste non giustificano fino in fondo il progressivo affermarsi nella vita di fede di un culto delle specie eucaristiche legato alla presenza del corpo reale di Cristo(«corpus vere»),sino ad arrivare alla pratica devota dell’adorazione del pane eucaristico, che dimentica quasi totalmente la dimensione celebrativa legataa questo sacramento presente nella chiesa tardoantica. Da dove partire, allora, per risalire alla genesi della devozione al corpo diCristo nella forma del culto eucaristico? È possibile datarne l’inizio, ricostruirne le cause interne ed esterne alla chiesa che hanno favorito il sorgere di tale venerazione? Il primo passo per comprendere come la devozione al corpo di Cristo si sia sovrapposta al culto eucaristico, è quello di trovare, nella storia della teologia, il momento quando l’interpretazione dell’eucaristia possa aver incontrato il credo cristologico calcedonense, nella sua lunga e travagliata storia di ricezione. Questo momento si colloca tra il sec. VIII e IX, un tempo che vede riaccendersi nella chiesa latina e in quella greca la polemica intorno all’incarnazione della seconda persona della Trinità. Dalla crisi cristologico-trinitaria altomedievale si sviluppano due eterodossie destinate a mutare in maniera decisiva l’interpretazione del sacramento eucaristico tanto in Occidente quantoin Oriente: l’adozionismo nella Marca spagnola e l’iconoclasmo nella chiesa greca. Nel primo caso la cristologia adottata dai teologici carolingi per combattere l’adozionismo sarà la fonte principale del fisicismo eucaristico nella chiesa latina, sviluppato come reazione all’allegorismo liturgico di Amalario di Metz. Mentre nel mondo greco, all’avvio del secondo periodo iconoclasta (815-843), iconoduli e iconoclasti si scontrarono sulla dottrina eucaristica di Costantino V, dando origine ad una interpretazione del corpo e sangue di Cristo molto simile, nella formulazione di Niceforo di Costantinopoli (ca. 750-828), alle posizioni sostenute dai fisicisti latini. Questo per distinguere l’adorazione del vero corpo di Cristo (l’eucaristia) dalla venerazione della Sua immagine (l’icona). Le cause della crisi cristologico-trinitaria, all’origine dell’adozionismo e iconoclasmo, sono da ricercare nei nuovi assetti geopolitici del Mediterraneo nell’Alto Medioevo. È infatti nel confronto serrato tra due dei tre monoteismi abramitici, il Cristianesimo e l’Islam, che si assiste a un rifiorire nelle chiese – soprattutto in quelle comunità cristiane immediatamente poste sotto la dominazione araba – di un dibattito teologico fortemente sbilanciato sulla dottrina trinitaria.

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