Smettetela di dire stupidaggini sulla comunione ricevuta sulle mani. Abbiate l’umiltà di studiare e conoscere la storia della Chiesa e di non andare appresso a bigotti e ignoranti che confondono.
Sono forse costoro più grandi della saggezza liturgica, depositata per duemila anni in una prassi consolidata?
Studiate mie adorate caprette , istruitevi, costruite una coscienza critica fatta di studio serio e approfondimento.
L’ignoranza, la mala fede, il bigottismo sono delle brutte bestie che rovinano la vita della Chiesa.
Adesso leggetevi queste testimonianze patristiche di padri della chiesa che sono santi e non certo massoni.
Abbiate l’umiltà di lasciarvi consigliare da chi certe cose le studia e sta con i piedi fissi nella dottrina bimillenaria della Chiesa. Leggete e fate leggere a chi male vi consiglia e certamente non vuole il bene della vostra anima.
LA LETTERA DI PAPA CORNELIO
Una lettera di papa Cornelio (251-253) che descrive le violenze usate a Roma da Novaziano, scismatico, sui propri adepti al momento della comunione (lettera riportata da Eusebio di Cesarea nella Storia ecclesiastica, VI, 43, 18); il testo spiega come il boccone consacrato venisse ricevuto nelle mani e quindi portato alla bocca dal fedele: “Etenim (Novatianus) oblatione facta, portionem singulis dividens, dum eam tradit, miseros homines, benedictionis loco, jurare cogit, manus suas qui portionem accetti, ambabus suis manibus comprehensas retinens, nec prius dimittens quam jurari ista dixerint, ipsis enim utor illius verbis…”;
LE “INDICAZIONI” DI CIPRIANO
Cipriano, nella sua opera intitolata De lapsis, al capitolo 26, specifica che il fedele riceve il pane eucaristico sul palmo della mano, lo tiene nel palmo chiuso e, una volta tornato al posto, si comunica; chi non segue tale prassi, corre il rischio di essere sacrilego: “…sacrificio a sacerdote celebrato, partem cum ceteris ausus est latenter accipere, sanctum Domini edere et contrectare non potuit, cinerem ferre, se, apertis manibus, invenit…”;
Cirillo di Gerusalemme, nella V Catechesi Mistagogica, descrive precisamente: “Accedendo alla sacra Mensa, non ti presentare con le palme distese e le dita disgiunte; ma collocando la sinistra a guisa di trono sotto la destra che deve raccogliere il Re, e tenendo la destra raccolta e concava, ricevi il Corpo di Cristo, rispondendo: Amen. E dopo aver cautamente santificato i tuoi occhi col contatto del sacro Corpo, mangialo, badando attentamente che nessuna parte di essa vada dispersa; chè, se ne lasciassi perire qualche frammento devi reputare d’aver perduto una parte delle tue stesse membra”;
TEODORO E AGOSTINO
Teodoro di Mopsuestia, nell’Omelia VI, ricorda di porre le mani una sopra l’altra a forma di croce: “…dexteram enim extendit quisque ad recipiendam oblationem, quae datur; supponit autem ei sinistram…”;


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