Che cosa era la verità di Gesù, o piuttosto: in che cosa consiste per tutti i secoli?

Che cosa era la verità di Gesù, o piuttosto: in che cosa consiste per tutti i secoli ?

Questo Vangelo ritiene che, per comprendere Gesù, si debba salire con Lui sul monte. Per usare un’immagine, possiamo dire che la nostra vita scorre nelle bassure e nelle valli come determinata in tutto e per tutto dalle leggi dell’ambiente circostante e dalle leggi dell’inerzia e della forza di gravità. Guardati dalla prospettiva di un mondo a due dimensioni, noi esseri umani siamo quasi sempre come della marionette mosse da dei fili, vittime piuttosto che protagonisti. Ma una vita del genere, che si configura come un aderire alla terra, non merita di essere definita umana. Noi siamo destinati all’altezza e alla grandezza e a noi è stata data la capacità che l’anima metta le ali. Si tratta di raccogliere tutto quello che è deposto nella nostra vita, nel nostro essere.

E così Gesù prende con se i tre apostoli, lascia le bassure, e letteralmente si reca in un luogo più elevato, dove lo sguardo spazia libero e gli occhi vedono chiaro. Chi è che sale su una montagna del genere ? Non si può andarla a cercare nello spazio geografico, queste montagne del cuore sono slanci di felicità, esperienze di una liberazione assoluta, come se entrassimo finalmente nel centro del mondo. Come se visitassimo un santuario e abbandonassimo tutto quello che ci soffoca, tutto quello che ci assedia e ci incalza. Noi esseri umani siamo chiamati a che la nostra fronte tocchi il cielo e nel nostro cuore penetri la voce di Dio.

Quello che viveva nella persona di Gesù e che prorompeva come inondante splendore dalla sua figura, questo Vangelo ce lo descrive con le due colonne dell’Antico Testamento, Mosè ed Elia. In Mosè, vive la visione di una libertà, che alla Libertà guidò, attraverso il deserto, tutto un popolo, sottraendolo alla schiavitù della tirannide umana. Noi esseri umani non siamo schiavi di altri uomini; è soltanto davanti a Dio, in libertà che siamo responsabili della nostra storia. Questo è l’uomo Mosè. Ma Dio non è un idolo crudele, e non ha valore una religione demonica, posseduta dall’angoscia, così il profeta Elia, allorchè si mise ad abbattere le immagini degli idoli.

Libertà dall’uomo e fiducia in Dio, questo incarnano Mosè ed Elia. Essi parlano con Cristo, essi trovano la loro sintesi in Cristo e sono vivi in lui. Per la Chiesa dei primi tempi questo significa che, per quanto nuovi possano apparire tanti aspetti della figura del messaggio di Gesù, in lui trova tuttavia prosecuzione quanto era attuale già nell’antica alleanza. Solo che bisogna comprendere quanto sia sempre incredibilmente nuovo ciò che in apparenza è vecchio; e quanta agitazione crei tutto ciò in ogni istante, è Gesù stesso che lo dice alla gente del suo tempo: Voi erigete monumenti ai profeti, ma operando in questa maniera non fate altro che dimostrare di essere figli di coloro che li hanno assassinati.

Possiamo riferirci all’inaudito come a una cosa che è già sufficientemente nota, solo allo scopo di soffocarlo.


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