Una mia meditazione per chi cerca silenzio e verità

Una mia meditazione per chi cerca silenzio e verità

Siamo alle soglie della Settimana Santa.
Tutto si muove, si prepara, si dispone.
Eppure, nel cuore, sento il bisogno di fermarmi.
Non per abbandonare, ma per comprendere.
Non per sottrarmi, ma per abitare davvero.

Viviamo in giorni dove ogni cosa è detta, spiegata, esibita.
Anche la Pasqua rischia di diventare un evento come un altro,
tra liturgie perfette, ruoli assegnati, estetiche curate.
E io… io non mi ci ritrovo.
C’è un fastidio che non riesco a zittire:
quello che nasce quando il mistero viene ridotto a spettacolo,
quando tutto è chiaro, e niente più scava.

Vorrei solo il silenzio.
Quel silenzio che non è rinuncia, ma ricerca.
Quel silenzio che lascia spazio a Uno sguardo 👁️
a quello sguardo che ha trafitto Pietro
e gli ha chiesto non di spiegare, non di giustificarsi,
ma semplicemente: «Mi ami tu?» ❤️

È lì che tutto si decide.
Non nelle nostre performance,
non nelle nostre liturgie impeccabili,
ma in quel dialogo fragile, tremante, tra il Risorto e il cuore.

Questa Settimana Santa vorrei viverla così:
non come un insieme di celebrazioni,
ma come un cammino verso quello sguardo. 👣
Lasciarmi guardare.
Lasciarmi interrogare.
Lasciarmi amare.

E se anche il mio cuore è stanco, deluso, affaticato,
se anche non ho risposte,
posso ancora dire come Pietro:
«Signore, tu lo sai… tu sai tutto: tu sai che ti voglio bene.» 🙏

Forse la Pasqua non è da capire, ma da accogliere.
Non è da spiegare, ma da lasciarsi attraversare.
E allora, in questo tempo santo,
voglio solo stare, in silenzio, sotto la croce ✝️
con Maria, con Giovanni, con i pochi che non scappano.
Perché lì, in quel silenzio ferito,
già nasce la vita nuova. 🌱


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