Madre Rosaria della Carità (Guglielmina Manfredini) un’atleta della riparazione di Don Danilo D’Alessandro
Una vita offerta nella riparazione e nell’amore
Da oltre quindici anni ho la grazia di conoscere e frequentare Madre Rosaria della Carità, al secolo Guglielmina Manfredini. Con lei ho condiviso decine di pellegrinaggi in Terra Santa, dove si è sempre presentata come donna assetata di “abbeverarsi alle sorgenti della fede”, ma nello stesso tempo desiderosa di condurre anche gli altri a incontrare il Dio vivo. Ho visto nei suoi occhi la gioia semplice del pellegrino e nel suo cuore la passione della guida spirituale: ogni passo nei luoghi santi diventava per lei occasione per rinnovare la propria offerta e invitare gli altri a lasciarsi trasformare dalla grazia.
All’età di ottant’anni, Madre Rosaria continua a testimoniare con la forza della sua parola e della sua vita che Dio è il centro dell’esistenza umana e che la preghiera è la chiave che apre il cuore all’amore.
Iniziatrice di un’esperienza spirituale segnata dalla riparazione, ha fondato il suo cammino sull’offerta di sé per le necessità della Chiesa e del mondo, insegnando che ogni ferita, personale e collettiva, può diventare luogo di guarigione quando è attraversata dalla carità. La riparazione, così come lei la propone, non è semplice rinuncia, ma un atto d’amore che colma i vuoti, fascia le ferite e apre spiragli di speranza.
Il suo insegnamento non nasce da teorie astratte, ma da una vita interamente donata. L’esperienza della preghiera, la fedeltà al Vangelo e la certezza che Dio non abbandona mai i suoi figli sono il tesoro che trasmette con umiltà e fermezza. A chi la ascolta, Madre Rosaria ricorda che l’età avanzata non è un ostacolo, ma un tempo in cui la fede diventa più limpida, la parola più essenziale, il cuore più capace di misericordia.
Il segreto più grande del suo cammino resta però il suo amore appassionato per la Madonna, la Madre che l’ha accompagnata in ogni tappa della vita e a cui desidera condurre tutti i suoi figli e figlie spirituali. Per Madre Rosaria, affidarsi a Maria significa entrare più profondamente nel mistero di Cristo: ogni Rosario recitato, ogni pellegrinaggio mariano, ogni gesto di affidamento diventa per lei un richiamo a lasciarsi guidare da Colei che è la via sicura verso Gesù.
La sua missione oggi è semplice e profonda: spargere amore sulle persone, far scoprire che ogni vita, anche segnata da dolore o fallimenti, può essere trasformata in dono. Nella sua voce risuona la convinzione che la preghiera è respiro dell’anima, la vita spirituale è forza per il cammino quotidiano, e l’amore riparatore – vissuto con Maria e come Maria – è la via che riconcilia il mondo con Dio.
E forse il modo migliore per accogliere la sua testimonianza è questo: non limitarsi ad ascoltarla, ma lasciarsi provocare a dire anche noi quale segno di Dio abbiamo visto e sperimentato nella nostra vita.
Madre Rosaria ci invita a non tacere: e tu, quale esperienza di Dio porti nel cuore?


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