Verso l’Assunta, da Lourdes: tre giorni per imparare a sperare

VERSO L’ASSUNTA, DA LOURDES: TRE GIORNI PER IMPARARE A SPERARE

Questa sera, qui a Lourdes, iniziamo il nostro cammino verso la grande festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Tre giorni per guardare a Maria e, attraverso di Lei, alzare nuovamente gli occhi verso il Cielo senza distoglierli dalla terra.
Perché la speranza cristiana non è una fuga dalla realtà.
Viviamo giorni difficili. Guerre che sembrano non trovare fine, popoli feriti, innocenti che pagano il prezzo della violenza, famiglie provate, solitudini, malattie, povertà, paure per il futuro. E accanto ai grandi drammi del mondo ci sono quelli silenziosi, che forse non fanno notizia, ma abitano le nostre case e attraversano il cuore di tante persone.
Proprio per questo abbiamo bisogno dell’Assunta.
Maria assunta in Cielo non ci invita a dimenticare la terra: ci ricorda che la terra non è tutto.
Il male esiste, ferisce e qualche volta sembra avere l’ultima parola. Ma la festa che ci prepariamo a celebrare proclama esattamente il contrario: l’ultima parola appartiene a Dio. Appartiene alla vita. Appartiene all’amore.
Qui a Lourdes questo annuncio acquista una forza particolare.
Davanti alla Grotta di Massabielle sono passate generazioni di uomini e donne portando lacrime, malattie, domande, speranze e ferite. E ancora oggi Maria sembra ripeterci che possiamo presentare a Dio la nostra vita così com’è, senza maschere, senza fingere che tutto vada bene.
La fede non ci chiede di essere ingenui.
Ci chiede di non diventare disperati.
L’Assunzione è la festa di un destino: quello che Dio desidera per l’umanità. Maria è già là dove tutta la creazione è chiamata ad arrivare. In Lei contempliamo ciò che il male, la guerra, la sofferenza e persino la morte non potranno distruggere.
Per questo cominciamo questo triduo con gioia.
Non la gioia superficiale di chi ignora il dolore del mondo, ma quella più profonda di chi, anche dentro la notte, continua a credere nell’aurora.
In questi tre giorni portiamo alla Grotta il mondo intero.
Portiamo i popoli in guerra.
I bambini che soffrono.
Gli ammalati e coloro che li assistono.
Le famiglie ferite.
Chi ha perso il lavoro e chi teme il domani.
Chi non riesce più a pregare.
Chi si sente solo.
E portiamo anche le nostre piccole e grandi preoccupazioni.
Maria le raccolga tutte e le presenti al suo Figlio.
E mentre ci prepariamo alla sua Assunzione, chiediamole soprattutto una grazia: insegnarci a vivere con i piedi ben piantati nella realtà e con il cuore rivolto verso il Cielo.
Perché il cristiano non è colui che non vede il buio.
È colui che, anche nel buio, continua a cercare la luce.
Da Lourdes, iniziamo così il nostro cammino verso il 15 agosto.
Maria, Donna della speranza, insegnaci a credere che nessuna notte è eterna e che, con Dio, la vita avrà sempre l’ultima parola.

🙏🏻🌹 Ave Maria.

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