Forse una riflessione in merito sarebbe utile perché certi preti la teologia se la sono messa sotto i piedi per il loro patologico e narcisistico disturbo, non meno grave di coloro che, al posto di approfondire, amano riferire stracciandosi le vesti come facevano i sommi sacerdoti in caso di blasfemia. L’Eucarestia non è un amuleto, i cui poteri magici proteggono dal CoVid. Nella consacrazione, per ricorrere a una definizione tanto cara agli ultracattolici (che non sono cristiani), ciò che muta è la sostanza, non la forma. Ed è la forma ad essere possibile veicolo di malattia, non la sostanza! Sono gli aspetti formali dell’Eucarestia, che costituiscono un possibile vettore di infezione. Sul fatto della dispersione eucaristica, poi, le ridicolaggini raggiungono l’apice! Essa è inevitabile a meno che non ci si comunichi sotto una cappa con aspiratore! Se poi pensate che le mani siano impure, figuratevi la lingua! Il Vangelo dice chiaramente “prendete”, quindi l’Eucarestia va ricevuta per via ordinaria tra le mani. Ci si comunicava sulle mani già prima del CoVid. Per quanti, poi, noiosamente ripetono che nell’ultima cena c’erano solo gli apostoli e quindi solo i presbiteri dovrebbero toccare le sacre specie, per lo stesso principio i presbiteri dovrebbero essere gli unici a comunicarsi, poiché come il “prendete” così anche il “mangiate” e il “bevete” dovrebbero essere riferiti solo a loro . Non cercate di giustificare con la fede il vostro patologico bisogno di attenzione.
Forse una riflessione in merito sarebbe utile perché certi preti la teologia se la sono messa sotto i piedi per il loro patologico e narcisi
Scopri di più da Don Danilo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento